Museo Storico del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco

“ROMA CITTÀ DEL FUOCO”

Sede espositiva territoriale di rilevanza nazionale (D.M. 323/80135 del 23 febbraio 2007)

La Sede

La Sede di Ostiense, inaugurata il 27 ottobre 1929 nella ricorrenza della marcia su Roma, si trova nel quartiere di Testaccio che, all’epoca, era la parte industriale della città nella quale si trovavano i mercati generali, il mattatoio, il porto fluviale e i gazometri che assicuravano la produzione e la distribuzione del “gas di città” ottenuto dalla distillazione del carbone, impiegato per gli usi domestici e per l’illuminazione pubblica.

È una costruzione molto particolare, progettata dall’Architetto Vincenzo Fasolo in quello stile del barocchetto romano tipico dei quartieri della Garbatella e del Tufello, realizzata in blocchi di tufo bugnato. Si tratta forse del primo caso di un edificio dedicato ai Vigili, nato quindi con i simboli dei servizi antincendi, in particolare gli elmi, nei capitelli, la spada e le asce, nel frontone dell’ingresso principale e sulle finestre.

Sono ricorrenti le scritte S.P.Q.R. (dal latino Senatus PopulusQve Romanus – il Senato e il Popolo Romano) in ragione del fatto che il Governatorato di Roma ne fu all’epoca il committente. La costruzione comprende una torre di avvistamento che permetteva una visione generale dei dintorni, che per la sua altezza fu utilizzata nel secondo conflitto mondiale per posizionare una delle sirene di segnalazione degli allarmi aerei.

Quello di Ostiense è distaccamento operativo da cui muovono i veicoli di soccorso e nel quale si svolgono tutte le attività correlate a questa primaria funzione del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

La sede è intestata a “Alberto De Iacobis” ucciso il 10 settembre 1943 sulla porta della caserma da un paracadutista tedesco.

Il Museo “Roma, città del fuoco”

Il Museo è ubicato all’interno dei vecchi magazzini della sede, locali seminterrati a volta, molto suggestivi, che sono stati completamente bonificati. Sono caratterizzati da tre accessi, com’era prassi per i rifugi antiaerei, nessuno dei quali raggiungibile direttamente dalla pubblica via.

All’interno, oltre ad una vasta raccolta di materiali, veicoli e attrezzature, è proposta, attraverso una successione di raffigurazioni tematiche e storico-scenografiche, l’evoluzione dell’organizzazione del soccorso nella città di Roma, dall’antichità ai nostri giorni.

La metafora del “fuoco” si erge a simbolo attraverso cui scorrere sulle pagine della storia, della cronaca, del racconto, dell’arte, del mito, della leggenda, la ricerca di quegli avvenimenti la cui violenza funesta ha finito per chiamare in causa, i “vigiles”, gli “zappatori pompieri”, i “vigili del fuoco”.

Il cammino storiografico tratta anche dei periodi storici nei quali l’organizzazione antincendi si è indebolita o è venuta meno e i funesti avvenimenti che a causa di questo declino si sono determinati. Nel museo sono presenti alcune bocche da fuoco concesse dal Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, utilizzate nella città per demolire gli edifici prospicenti le aree incendiate e così, in mancanza di adeguate tecnologie, arginare il propagarsi delle fiamme.

Si potranno ammirare le ricostruzioni scenografiche relative agli eventi più funesti e tragici della storia della città, dal famoso “Incendio di Nerone” del 64 d.C., all’incendio che per poco non divorò la Basilica di San Pietro, nell’847, alle vicende legate alla discesa dei Lanzichenecchi, responsabili del “Sacco di Roma”, nel 1527, fino alla ricostruzione di un altro tragico avvenimento, il più recente, quello relativo al bombardamento di Roma del 19 luglio 1943.

Ma se l’aspetto storico può essere considerato il fine didattico, lo scopo educativo primario, per quanto riguarda i ragazzi in età scolare, non è esclusivamente la rappresentazione dell’attività antincendi e di soccorso, quanto piuttosto il messaggio rivolto ai giovani, e veicolato per loro tramite anche alle famiglie, dei principi sociali e culturali della “cittadinanza attiva” e della “sicurezza partecipata” con l’intento, certamente ambizioso, di concorrere sommessamente a farne cittadini migliori.

Le visite avvengono ordinariamente su prenotazione e guidate dal personale incaricato che di prassi accompagna gli ospiti. Il Museo è prevalentemente frequentato dagli studenti dagli istituti scolastici di Roma e provincia e, in forma minore, da associazioni culturali e di promozione sociale, o da ospiti del Dipartimento dei Vigili del fuoco, del Soccorso Pubblico e la Difesa Civile.

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