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La notte del 15 luglio 1823 nella basilica di San Paolo fuori le mura, detta anche Basilica Ostiense, si sviluppò un incendio che durò cinque ore circa, distruggendone una gran parte. Il rogo fu provocato dalla negligenza di uno stagnaio, che, dopo aver aggiustato le grondaie del tetto della navata centrale, dimenticò acceso il fuoco che aveva usato per il lavoro. La cronaca dell’epoca riferiva: “per l’incuria imperdonabile di giovinastri stagnari, i quali nella sera del 15 luglio di quest’anno 1823, lasciarono sul tetto maggiore dalla parte della facciata verso ponente la padella con bragia; forse portatane col venti in quella sommità qualche favilla, che poté insinuarsi tra pagliuzze di erba secche, e di nidi di animali sopra legnami aridissimi; con rapidità inesplicabile il tetto della navata maggiore, le sottoposte travature del soffitto, il tetto della crociera, e il suo lacunare alla seguente mezza notte ardevano sul pavimento”. Un buttero, Giuseppe Perna, che pascolava il bestiame nelle vicinanze lanciò l’allarme quando l’incendio era comunque già avviato. Avvisati da Perna, arrivarono i Vigili del Fuoco, al comando del marchese Giuseppe Origo “Tenente Colonnello, Direttore, e Comandante il Corpo delle Guardie per gl’incendi in Roma”. L’incendio “parea un vesuvio terribile sorpassando le fiamme superbe del loro fatale dominio le più alte montagne, giacché lungi quindici, e più miglia si poté vedere cotanta disgrazia, che fece in ogni cuore orrore sacro, e penetrante”. La lunghissima opera di ricostruzione ebbe inizio nel 1826 e si protrasse fino al 1928. Com’era costume dell’epoca i Pompieri, che nel 1857 avevano portato a compimento l’innalzamento della Colonna Mariana in piazza Mignanelli, parteciparono provvedendo ad erigere dodici colonne del nuovo portico della Basilica. I vigili, come è puntualmente riferito nel verbale del Consiglio Comunale di Roma del 16 giugno 1916, decisero che la ricompensa per il lavoro svolto fosse destinata per l’acquisto di un terreno all’interno del Cimitero Monumentale di Campo Verano, nelle nuove zone di ampliamento, in particolare nell’area di Villa Mancini, poi denominata Altopiano Pincetto.

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